In questa sezione potrai trovare racconti e biografie di chi ha fatto la storia del mondo a due ruote

Buona lettura!!

10/07/2017, 14:06



Mondiale-250-’74


 JAROSLAV FALTA : IL TITOLO RUBATO



Siamo nel1974, nel pieno degli anni ruggenti del motociclismo. Il mondo èletteralmente impazzito per le due ruote e in ogni Paese brulicanocostruttori che realizzano moto da affidare ai tantissimi centauri ingiro per le strade o le mulattiere. 

Ma glianni ’70 sono anche quelli della Guerra Fredda, dell’Europadivisa e dell’Unione Sovietica che detiene l’egemonia pressochétotale sul blocco orientale. La storia che stiamo per rivivere cicatapulta proprio nel cuore di quel periodo, raccontando uno scontrodi potere che non ha pari nel mondo del motocross. 

All’iniziodegli anni ’70 la scuola dei piloti cecoslovacchi nel fuoristrada èmolto rinomata e la sua punta di diamante è Jaroslav Falta, unsoldato dell’esercito dotato di un talento fuori dal comune.Nonostante guidi una CZ, decisamente meno competitiva dei mezzioccidentali, non si risparmia mai e il suo stile spettacolare lo hareso uno dei motocrossisti più ammirati in assoluto. 

Nel 1974Jaroslav Falta è al via del Campionato del Mondo della 250, a cacciadel primo titolo mondiale della sua carriera. I principali avversarisono lo svedese campione in carica Hakan Andersson, i belgi HarryEverts e Sylvain Geboers, il vecchio campione Joel Robert e ilsovietico Guennady Moiseev

Moiseev èil secondo grande protagonista della nostra storia. Èun sottufficiale dell’Armata Rossa e dal 1973 corre con una KTM,perché l’esercito sovietico ha interrotto la collaborazione con laCZ e ha deciso affidarsi alla Casa austriaca per la fornitura deimezzi. Anche Guennady non ha ancora vinto un titolo mondiale, maadesso, con la performante KTM, sembra maturo per diventare il primopilota dell’URSS a centrare questo storico traguardo. 

Nel 1974tra cecoslovacchi e sovietici non corre buon sangue: appena sei anniprima, i carri armati dell’Armata Rossa avevano invaso il Paese,per soffocare il processo di riforme liberali della Primavera diPraga e riaffermare un ordine gradito a Mosca. Ciò causò un fortemalcontento popolare dei cecoslovacchi verso l’URSS, che, dal cantosuo, aveva dovuto rovesciare con la forza il governo di Praga perimporre la propria visione delle cose. 

Ilcampionato comincia in Spagna, con la vittoria di Moiseev; Faltareplica in Italia e poi, in Cecoslovacchia, balza in testa allaclassifica, pur dovendosi inchinare al connazionale Halm. Alla quartaprova, in Polonia, la prima svolta: Falta è costretto due volte alritiro a causa di partite di benzina avariata, mentre la KTM diMoiseev fila come un razzo verso una doppietta che lo riporta intesta al campionato. 

Nellegare successive salgono in cattedra i piloti occidentali: Hansen,Rahier, Geboers ed Everts conquistano vittorie parziali, ma i piùcostanti in vetta alla classifica restano Moiseev e Falta. Il pilotacecoslovacco non si è perso d’animo dopo la battuta a vuoto inPolonia e ha continuato a insidiare il russo per tutto il tempo. InOlanda, teatro dell’ottava prova, la rivalità tra i due sfocia inuna vera e propria guerra e si arriva addirittura allo scontrofisico: ormai è chiaro che in questa sfida c’è in ballo qualcosadi più di un "semplice" titolo mondiale di motocross. 

Nelfrattempo, Falta trova anche il tempo di volare negli Stati Uniti,insieme al compagno di team Zdenek Velky, per correre alcune gare deicampionati americani. Jaroslav vince il Superbowl di Los Angeles (unodei primissimi Supercross), davanti a qualcosa come 65.000spettatori, ma i sovietici non vedono di buon occhio questa trasfertaa casa del nemico. 

Si arrivain breve all’ultima prova del mondiale, in programma in Svizzera, aWohlen. Il pubblico accorre numerosissimo a vedere come si concluderàquesta battaglia. Moiseev si presenta in testa alla classifica e hail vantaggio di poter controllare le mosse di Falta. Il pilota dellaCZ ha parecchi punti da recuperare, ma le sue possibilità sonoancora concrete, perché i ritiri per guasti tecnici sono moltofrequenti negli anni ’70; in più, Jaroslav è in gran forma,mentre Moiseev è rallentato da un infortunio ad un ginocchio.

Primamanche. Falta parte in testa e scappa imprendibile, con Moiseev cheresta piantato al cancelletto e non riesce a recuperare per problemiall’ammortizzatore posteriore. Prima di ritirarsi, però, Guennadydecide di attendere Falta in pista, per ostacolarlo nel doppiaggio ecercare di fargli perdere tempo; a dargli man forte ci sono altri duerussi, Rybaltchenko e Rulev, e il piano funziona, perché Falta cadee viene superato da Everts e Andersson, concludendo terzo. 

Dopo lagara, Rulev, forse spinto dal senso di colpa, confessa a FrantisekHelikar, team manager di Falta, che tutti i russi in gara quel giornohanno ricevuto l’ordine preciso di favorire in ogni modo Moiseev eche sarà così anche nella seconda manche. Helikar è infuriato, vaa protestare coi sovietici e con la giuria della FIM, ma non ottieneniente. Si riparte come se niente fosse. 

Al viadella seconda manche, il cancelletto ha qualche problema adabbassarsi e alcuni piloti, tra cui Falta, lo scavalcano; la bandierarossa non viene esposta e così l’alfiere della CZ si ritrova dasolo in testa al gruppo, con Moiseev terzo. Dopo alcuni minuti digara, Guennady è costretto al ritiro, ma per Falta ricomincial’incubo dei doppiaggi dei corridori russi: Popenko, pilota delmondiale 500 chiamato per l’occasione ad aiutare Moiseev, tamponadeliberatamente il rivale cecoslovacco, lo fa cadere e provaaddirittura ad investirlo una volta a terra. 

Allavista di questa scena, il pubblico svizzero, che già nella primamanche aveva fischiato rumorosamente, interviene fisicamente,costringendo Popenko a fuggire per evitare il linciaggio. Anche imeccanici e i piloti degli altri team si mettono in mezzo alla pistaper cercare di fermare i sovietici e alla fine la giuria di garaespone la bandiera nera a Rulev e Rybaltchenko, ma non a Popenko, cherientra ai box di sua iniziativa, solo dopo aver subito una vera epropria sassaiola da parte degli spettatori. La KTM del russo vienelegata a bordo pista dai meccanici degli altri team, per impedirgliun eventuale rientro in gara. 

Falta,nel frattempo, si è ripreso dalla caduta e sta rimontando come unafuria; i piloti occidentali, come Andersson, Pomeroy, Geboers, Evertse Rahier, quasi lo "scortano" fino al traguardo, dove Jaroslavpassa da vincitore e campione del mondo. 

Tuttavia,il trionfo del pilota della CZ dura lo spazio di due ore: isovietici, infatti, presentano reclamo per partenza anticipata diFalta. La giuria di gara è composta da un cecoslovacco, un tedesco,un austriaco e uno svizzero: escluso dalla votazione il cecoslovaccoper conflitto d’interessi, rimangono il tedesco, che si pronuncianegativamente, l’austriaco e lo svizzero, che invece accolgono ilreclamo. Se il voto pro-KTM è intuibile da parte dell’austriaco,la scelta si spiega bene anche nel caso dello svizzero, visto che èl’importatore KTM nel suo Paese. 

Ilverdetto della giuria infligge una penalizzazione di un minuto aFalta, che quindi retrocede di diverse posizioni in classifica e cedeil titolo mondiale a Moiseev. Helikar, ovviamente, non ci sta epresenta un contrappello, anche perché la sanzione applicata a Faltanon è prevista dal regolamento internazionale, così la decisionedefinitiva sulle sorti del campionato è rimandata al Congresso FIMdi fine anno. 

A quelpunto entra in ballo il peso politico dell’Unione Sovietica. Per irussi, infatti, il titolo di Moiseev è una grande vittoria delcomunismo e la Cecoslovacchia non deve mettersi di traverso. Inoltre,Falta e tutti gli uomini del suo team sono dipendenti statali el’URSS può fare pressioni fortissime in quel senso, minacciandoaddirittura licenziamenti in tronco. Messi con le spalle al muro, idelegati della federazione motociclistica cecoslovacca ritirano ilcontrappello, così al Congresso di fine anno la FIM ratificaufficialmente la vittoria di Moiseev. 

Neglianni seguenti, Guennady Moiseev dimostrerà di avere il talento pervincere anche senza aiuti, conquistando altri due titoli mondiali, ea fine carriera diventerà presidente della federazionemotociclistica russa. 

JaroslavFalta, invece, non riuscirà mai a coronare il sogno di diventarecampione del mondo. Costretto a correre con delle CZ sempre menocompetitive e flagellato da problemi di salute, Jaroslav saràassente per malattia anche nel giorno della vittoria dellaCecoslovacchia nel Motocross delle Nazioni del 1975. 

Sebbenenessuno gli abbia mai restituito quel titolo vinto sul campo, Falta èdiventato, anche grazie a questa storia, un vero mito in tutto ilmondo. Ancora oggi partecipa come ospite d’onore a manifestazioniper moto d’epoca, ricevendo onori e tributi da tutti gliappassionati.

Nel 1997il figlio di Frantisek Helikar, Ivo, ha scritto un libro sulla storiadi Wohlen 1974, intitolato "Il titolo rubato" (ne esiste ancheuna versione tradotta in inglese). Nel 2000 la federazionemotociclistica ceca si è ufficialmente scusata con Falta, per contodi coloro che nel 1974 avevano ritirato il contrappello a sua difesanel Congresso FIM. Nel 2011 la televisione ceca ha trasmessoaddirittura un documentario dedicato alla carriera del motociclistapiù importante del Paese.


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