In questa sezione potrai trovare racconti e biografie di chi ha fatto la storia del mondo a due ruote

Buona lettura!!

21/05/2017, 14:01



Libero-Liberati


 Il cavaliere d’acciaio



"Il cavaliere d’acciaio", "il ternano volante".
Questi sono i soprannomi che i cittadini di Terni avevano attribuito a Libero Liberati. Soprannomi che rispecchiano perfettamente il legame che c’era tra questo mitico pilota e la sua città natale.


Terni, città della bassa Umbria famosa per la produzione dell’acciaio, ha un ruolo fondamentale nella vita di Liberati, che passa gli anni della sua infanzia guardando e sognando di poter partecipare alle innumerevoli gare motociclistiche organizzate nella Conca.
Il padre Carlo, però, non può permettersi di esaudire i sogni di Libero, anche perché la città, principale polo industriale del Centro Italia, è messa letteralmente in ginocchio dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.


Eppure, è proprio durante la guerra che il destino, sempre imprevedibile, viene incontro a Liberati. È una mattina del 1944 quando un soldato americano cede alle richieste del giovane Libero, allora diciottenne, e gli concede di provare la sua vecchia Triumph. La gioia del ragazzo ternano è incontenibile, ma l’euforia gioca brutti scherzi e così il primo giro su una vera moto per Liberati finisce in un torrente melmoso.

Ma questa è solo una piccola parentesi di euforia in un panorama di sconforto e distruzione. Terni è una città da ricostruire da zero e Liberati non ha nessuna possibilità di dedicarsi alle corse; trova, quindi, lavoro alle grandi acciaierie cittadine come autista.
Accumulando un po’ di guadagni, nel 1947 Libero riesce a iscriversi alla sua prima gara di motociclismo, ma il mezzo di cui dispone, una Norton, è così scalcinato che non riesce nemmeno a partire.

Un esordio che abbatterebbe qualsiasi speranza.
Ma la voglia e la caparbietà di Liberati sono d’acciaio, proprio come il metallo per cui è celebre la sua città, e così Libero non si perde d’animo; grazie alla preziosa esperienza della sua guida giovanile, Egildo Gatti, riesce a trovare una moto, una Guzzi Condor 500, per iniziare a correre veramente.

Esordisce con una vittoria nella prova di campionato italiano di Terza Categoria Fontivegge - Perugia e, nel corso dell’anno, conquista altre tre vittorie, per un totale di quattro. Il successo più prestigioso è quello sul Circuito delle Ferriere, gara organizzata sulle strade della sua Terni. 
Questi risultati infiammano l’intera città, che si scopre follemente innamorata del suo centauro. 
Liberati è l’idolo delle migliaia di ternani che, provati dalla guerra e dalla miseria, cercano con grinta il riscatto sociale, e quando corre è come se li portasse tutti in sella con lui.

L’affetto dei concittadini per Libero è tale che i suoi compagni di lavoro organizzano una sottoscrizione volontaria per donare una moto al loro campione. Con lo slogan "Una giornata di lavoro per la moto di Libero", riescono a raccogliere l’incredibile somma di 850.000 Lire (pari a circa 17.000 € odierni) e a regalargli una Moto Guzzi Dondolino 500.

Liberati ricompensa i ternani portando la moto donatagli a grandi risultati. Vince quattro gare del campionato italiano di Terza Categoria nel 1948, una di Seconda Categoria nel 1949 ed esordisce nella tappa italiana del Campionato del Mondo del 1950, a Monza, giungendo al traguardo in 22^ posizione.

Nel 1951 è il Moto Club Ternina mobilitarsi per aiutare Liberati. Il sodalizio dona a Libero una Gilera Saturno 500, con cui il campione cittadino vince la gara di casa, il 3° Circuito dell’Acciaio (gara stracittadina di 10km considerata tra le più impegnative d’Italia), valevole per il Gran Premio FMI per conduttori di Prima Categoria.
Sulla nuova moto, Liberati ottiene ottimi risultati, tanto da attirare l’attenzione della Gilera, che nel 1952 lo convoca a Monza per un test su un suo mezzo ufficiale. Il provino è convincente e Liberati entra a far parte del reparto corse della Casa di Arcore.

Nel 1953 arriva il primo podio nel campionato mondiale, un terzo posto al Gran Premio delle Nazioni di Monza classe 500, dietro ai due compagni di marca Geoff Duke e Dickie Dale.
Nel campionato italiano dello stesso anno Liberati giunge secondo, posizione che conferma anche nel 1954, in cui vince nuovamente il Circuito dell’Acciaio. Ma il meglio sta per arrivare.


Nel 1955 Libero si aggiudica il suo primo campionato italiano della classe 500, grazie a cinque vittorie e due secondi posti, guadagnandosi il diritto di correre con il tricolore sul casco (simbolo di riconoscimento del campione nazionale).

Il risultato è replicato anche nel 1956, con quattro vittorie e tre secondi posti, ma la sua gara più bella di quell’anno è il GP delle Nazioni di Monza, dove Liberati vince la classe 350 e giunge secondo nella classe 500 dietro a Duke per un solo decimo di secondo.
Una battaglia epica tra il Cavaliere d’acciaio e il Duca di ferro, che rimane a tutt’oggi una pagina indimenticabile nel mondo del motociclismo, anche grazie a una foto stupenda, che immortala i due campioni mentre affrontano la curva parabolica del circuito brianzolo con il gas spalancato a pochi centimetri di distanza l’uno dall’altro.

Ma la stagione perfetta di Libero Liberati è il 1957.
La gara inaugurale del Campionato del Mondo, in Germania a Hockenheim, ha dell’incredibile. 

Sotto unanpioggia torrenziale, Liberati guida la corsa della classe 350, ma cade a pochi
 chilometri dal traguardo, picchiando duramente la caviglia; nonostante questo si rialza e chiude in prima posizione.
La caviglia si gonfia e si teme che Libero non possa presentarsi alla partenza della 500, ma grazie ad una fasciatura rigida il Cavaliere d’Acciaio riesce a prendere il via e, con un’incredibile prova di sacrificio, a vincere la gara, con una media record di oltre 200 km/h.

Il buongiorno si vede dal mattino e infatti Liberati prosegue la sua serie di ottimi risultati. Nel Gran Premio di Assen giunge secondo, poi inanella una striscia di tre vittorie consecutive (Belgio, Irlanda del nord e Italia) che lo porta alla conquista dell’alloro mondiale della 500.

È il coronamento di un sogno personale, ma non solo: a Terni la notizia della vittoria di Liberati fa impazzire di gioia tutta la città e un grande corteo parte per accogliere il campione sulla strada del ritorno, che viene scortato da Spoleto fino a casa (circa 30 km) da una folla festante.
I successi conseguiti valgono a Liberati anche il titolo di Atleta dell’anno.


Purtroppo, però, il discusso Patto di Astensione firmato dalle Case motociclistiche italiane impedisce al campione ternano di difendere il suo titolo. Liberati, nonostante le numerose offerte delle Case inglesi e la MV Augusta (unica italiana ad aver aggirato il patto), non vuole tradire la Gilera, che ha creduto in lui per prima e che sente ormai come una seconda famiglia.

Così Libero esce di scena per diversi anni, partecipando solo a qualche gara ogni tanto, da privato e senza grandi risultati. 
Ma la passione per le corse rimane sempre nel cuore di Liberati e alla fine del 1961 i giornali diffondono una notizia che crea scompiglio: un concessionario milanese della Norton ha offerto a Libero una moto competitiva per correre il mondiale ’62.

Il Cavaliere d’Acciaio tentenna, per la prima volta la sua fedeltà alla Gilera è messa a dura prova dalla voglia di tornare a misurarsi in un contesto che aveva dovuto abbandonare suo malgrado, da campione in carica.
Si attiva, pertanto, un gruppo di concessionari Gilera del Nord Italia, che riesce a unire le forze e tenere con sé il campione di Terni, offrendogli una buona 4 cilindri per correre il campionato italiano e alcune prove del mondiale.

Per Liberati è la notizia più bella del mondo: firma il contratto e torna di corsa a Terni per iniziare gli allenamenti in vista della nuova stagione.


Lunedì 5 marzo 1962  Libero ha in programma una girata d’allenamento insieme al giovane compagno Renzo Rossi, talentuoso pilota ternano a cui l’esperto campione ha promesso di cedere la sua Gilera Saturno, non appena la nuova 4 cilindri promessa dal contratto arriverà da Arcore.
È una brutta giornata: piove che Dio la manda e la moto di Libero non vuole saperne di partire; per quanto il fidato meccanico Pirro Loreti riesca a risolvere il guaio in breve tempo, ormai si è fatto tardi. Rossi rinuncia all’allenamento e preferisce tornare a casa, mentre Liberati ha una voglia matta di andare in moto e decide di partire lo stesso per un giro sulle amate strade della Valnerina, quelle del Circuito dell’Acciaio.

Proprio su una delle curve in cui aveva battuto tutti i più grandi campioni, all’altezza della frazione di Cervara, Liberati perde il controllo della sua Gilera sull’asfalto bagnato e vana sbattere contro una parete rocciosa a bordo strada. Un urto fatale. 
Terni si ritrova di colpo senza il suo idolo.

La città cade in un senso di angoscia assoluto; per tutti è come aver perso un amico, perché Libero, nonostante la gloria raggiunta, era rimasto sempre lo stesso ragazzo che lavorava alle acciaierie e giocava a carte con gli amici del bar.

Al funerale, il sindaco Ezio Ottaviani lo saluta con parole toccanti: " Tu, ardito cavaliere del nostro tempo, ci indichi una meta lontana, l’approdo glorioso di una vita fortemente e seriamente impegnata." Liberati, infatti, è l’emblema dell’uomo che non si ferma davanti alle prime difficoltà, che prosegue imperterrito verso l’obiettivo che si è prefissato nella vita. Tutti devono prendere esempio da lui. 

Il Cavaliere d’Acciaio è caduto proprio a casa sua, sulle strade che amava di più, ma quest’epilogo così tragico ha forse contribuito ad accrescere ulteriormente la sua leggenda.

Ancora oggi il nome di Libero Liberati fa gonfiare d’orgoglio il petto di tutti i ternani e non a caso tanti angoli della città sono dedicati alla memoria del grande centauro, a cominciare dal motoclub, lo stadio di calcio e il grande monumento sul viale all’ingresso della città.


1
21769733_10214720666234594_902328161_n21850313_10214720666114591_1452692663_n21769738_10214720666954612_1061084623_n21849004_10214720666634604_2037653249_n21769763_10214720666794608_641105703_n21769771_10214720666554602_844359462_n21850575_10214720666714606_1948547913_n21849298_10214720666194593_1751235914_n21850320_10214720666314596_328399200_n21769800_10214720666514601_25934237_n21903758_10214720666754607_1917190746_n21848938_10214720666354597_2003125608_n21850565_10214720666874610_1123850187_n21849204_10214720666034589_215393965_n21903399_10214720667034614_2105602391_n
© 2016 Radio Rider Italia
Create a website